Fonti e documenti riguardanti la storia del proprio cognome

la ricerca del cognome

STUDIAMO LE ORIGINI PER RICOSTRUIRE LA STORIA DELLA FAMIGLIA

ORIGINE, SIGNIFICATO E STORIA DEL COGNOME:

Ogni ricerca sulla storia di una famiglia deve partire dallo studio del suo cognome e dall’analisi dei vari rami familiari che, anche in luoghi ed in tempi diversi, sono stati contraddistinti da quel cognome, nella sua forma originaria od in una delle sue forme alterate e derivate.
Con un’accurata ricerca bibliografica è possibile cercare di spiegare il significato etimologico del cognome, le trasformazioni linguistiche e grafiche da esso subite, le zone di origine e quelle dove successivamente si è diffuso. Vengono inoltre illustrati i rami familiari che hanno lasciato una qualche traccia nelle cronache dei paesi, delle città o delle regioni in cui vissero, mettendo in luce i personaggi più notevoli che portarono il cognome oggetto dello studio, ed i titoli accademici, onorifici o nobiliari eventualmente ottenuti. Il sommario delle notizie rintracciate è presentato in una relazione documentata con la citazione delle fonti di estrazione e la bibliografia consultata.

STORIA DOCUMENTATA DEL COGNOME:

Anche questa ricerca ha per oggetto l’origine e la formazione del cognome, la sua etimologia, la sua diffusione, e tutte le notizie storiche, biografiche, araldiche e nobiliari, riportate da fonti bibliografiche ed archivistiche, sui vari rami familiari documentati. Ogni singola notizia è esaminata in dettaglio e l’ampia relazione è documentata mediante la fotocopia di ciascuna fonte bibliografica od archivistica.

Inoltre, se la ricerca ha accertato in modo rigoroso l’esistenza di uno Stemma, esso viene riprodotto a colori e raccolto, assieme a tutta la documentazione, in un volume rilegato.

LE FONTI

L'araldica, l'onomastica, la genealogia, la storia locale e la biografia, sono i soggetti delle più importanti opere bibliografiche presenti nella nostra biblioteca. Esse sono indispensabili per la ricostruzione del passato di gran parte delle famiglie.

Siamo in grado, perciò, di documentare lo stemma di oltre 200.000 famiglie italiane ed estere.
La storia di ogni famiglia è strettamente correlata a quella delle città, dei paesi o dei villaggi dove è vissuta, ed alle vicende dei singoli Stati esistenti prima dell’Unità della Nazione.
Pertanto, una miriade di notizie di interesse storico, biografico e genealogico, è conservata negli archivi locali che possono essere suddivisi in Parrocchiali, Diocesani, dello Stato, Notarili e Comunali. Assai rilevante, per qualità e quantità, è il materiale conservato nell’Archivio Segreto Vaticano.
Tali notizie sono contenute in documenti, in gran parte manoscritti e datati tra il XIII ed il XIX secolo, la cui lettura ed interpretazione può essere spesso assai critica.
È per questo che tutti i ricercatori che collaborano con l’Associazione posseggono un’ottima conoscenza, non solo di latino letterario ed ecclesiastico, ma anche di archivistica, di paleografia, di diplomatica e di epigrafia.
Grazie alla ricchezza delle fonti proprie, alla capacità di individuare ed utilizzare quelle esterne, ed all’abilità professionale dei suoi ricercatori, l’Associazione Araldica Genealogica Italiana è oggi un punto di riferimento nella genealogia e nell'araldica in Italia.

IL COGNOME

Il cognome, o "casato", è il nome della famiglia e ne identifica tutti i discendenti. Per tale motivo ogni ricerca per ricostruire la storia e la genealogia di una famiglia, o determinare l'esistenza di uno suo stemma documentato, deve partire proprio dallo studio del cognome.

L'onomastica è la disciplina che studia i cognomi, la loro origine, il loro significato etimologico, le modifiche e trasformazioni subite nel tempo e la loro diffusione sul territorio.

STEMMA E ARALDICA

Lo stemma è, accanto al cognome, un altro importante elemento di identificazione della famiglia. Esso è il suo emblema, il suo cognome illustrato e, quando richiama graficamente il cognome stesso, è detto "parlante". Alcune famiglie possono avere tratto il loro cognome proprio dallo stemma usato.

L'araldica è la scienza che studia gli stemmi, di famiglie o di enti, la loro origine, la loro descrizione (blasonatura) e la simbologia delle varie figure che li compongono.
Gli araldisti, a partire dal XV secolo, hanno compilato numerose raccolte – manoscritte o a stampa - di stemmi miniati o "blasonati" (cioè descritti con il linguaggio araldico), detti appunto blasonari, stemmari o armorari. Grazie a queste opere, conservate in archivi e biblioteche private e pubbliche, siamo in grado di ritrovare lo stemma di una famiglia, che può essere di tipo "gentilizio", "di cittadinanza", o "borghese".
Una volta provato che lo stemma esiste ed è documentato, ne possiamo eseguire una corretta riproduzione a colori, stampata o finemente miniata a mano, in vari formati.

GENEALOGIA

La genealogia è la scienza che studia la discendenza di una famiglia documentando i rapporti di parentela ed i dati anagrafici e biografici dei componenti, dal capostipite fino agli attuali rappresentanti. È la scienza più antica del mondo, poiché essa occupa gran parte del Libro della Genesi, dedicato all’origine ed alla storia dell’Umanità.
La ricostruzione di un albero genealogico familiare mette in luce molteplici aspetti che riguardano la demografia, le caratteristiche genetiche, la storia locale, e la vita sociale.

LE FONTI PER LA RICERCA GENEALOGICA

La ricerca genealogica si fonda sul reperimento delle registrazioni delle nascite, dei matrimoni e, talora, delle morti degli ascendenti dell’attuale rappresentante. Tali registrazioni sono conservate in sedi archivistiche che variano col variare della regione geografica e dell’epoca.
Per le epoche più recenti - dall’unità d’Italia ad oggi - la fonte archivistica primaria è rappresentata dall’Anagrafe o dall’Ufficio di Stato Civile del Comune di appartenenza. In Italia, infatti, il compito di registrare i movimenti demografici fu attribuito ai comuni con un Regio Decreto del 1864, ma spesso divenne veramente operativo solo alcuni anni dopo.
In realtà, lo Stato Civile fu introdotto in Italia da Napoleone nel 1804 e nelle regioni sotto il domino francese, rimase attivo fino al 1813-14. Nell’ex Regno di Napoli, esso entrò in vigore nel 1809 (nel 1820 in Sicilia) e si conservò fino al 1865. Copie dei registri sono normalmente conservate negli Archivi di Stato di competenza.
Altra importante fonte di notizie, per le regioni meridionali, è il “Catasto Onciario”. Questo documento di carattere demografico e fiscale, introdotto nel Regno di Napoli alla metà del ‘700, è oggi prezioso per lo studio di una comunità nella sua struttura demografica e familiare. Esso contiene una descrizione dei componenti del fuoco, cioè del gruppo di persone che viveva sotto lo stesso tetto e mangiava alla stessa tavola, persone unite da stretti rapporti di parentela e da solidarietà economica. Normalmente, oltre ai beni posseduti, nel documento sono indicati il nome, l’età ed il mestiere del capofamiglia, della moglie e delle altre persone presenti - in quel momento - nella famiglia.
Per il periodo precedente il XIX secolo, è essenziale il ricorso alle fonti archivistiche ecclesiastiche. Nel 1563, il Concilio di Trento, impose ai parroci la registrazione dei battesimi, delle cresime, dei matrimoni e delle morti dei loro parrocchiani. Essi, inoltre, redigevano lo “stato delle anime” consistente in una specie di censimento con “stato di famiglia”, assai utile ai fini genealogici.
In alcuni casi, purtroppo, terremoti, guerre, incendi, alluvioni e l’incuria dell’uomo, hanno portato alla distruzione totale, o parziale, di questi archivi; fortunatamente, alcune Diocesi hanno provveduto a raccogliere gli archivi parrocchiali più antichi negli Archivi Diocesani dove sono ancora conservati. In qualche regione, gli antichi registri parrocchiali sono conservati negli Archivi di Stato, ma talvolta risultano smembrati e suddivisi tra questi e alcuni Archivi Comunali, rendendo più ardua la ricerca.

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