Origine, significato e Storia del Cognome

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Ogni ricerca sulla storia di una famiglia deve partire dallo studio del suo cognome e dall’analisi dei vari rami che, anche in luoghi ed in tempi diversi, sono stati contraddistinti da quel cognome, nella sua forma originaria od in una delle sue forme alterate e derivate.
Con un’accurata ricerca bibliografica, è possibile rintracciare il significato etimologico del cognome, le trasformazioni linguistiche e grafiche da esso subite, le zone di origine e quelle dove successivamente si è diffuso. Vengono inoltre illustrati i rami familiari che hanno lasciato una qualche traccia nelle cronache dei paesi, delle città o delle regioni in cui vissero, e si mettono in luce i personaggi più notevoli che portarono il cognome oggetto dello studio, i mestieri e le professioni esercitate ed i titoli accademici, onorifici o nobiliari eventualmente ottenuti. Se esiste uno stemma storicamente documentato, ne viene riportata la descrizione (blasonatura).
Il sommario delle notizie rintracciate è presentato in una relazione documentata con la citazione delle fonti di estrazione e la bibliografia consultata.

STORIA DOCUMENTATA DEL COGNOME

Anche questa ricerca ha per oggetto l’origine e la formazione del cognome, la sua etimologia, la sua diffusione, e tutte le notizie storiche, biografiche, araldiche e nobiliari, riportate da fonti bibliografiche ed archivistiche, sui vari rami familiari documentati.
Anziché in forma sommaria, ogni singola notizia è esaminata in dettaglio e l’ampia relazione è documentata mediante la fotocopia di ciascuna fonte bibliografica od archivistica rintracciata. Inoltre, se la ricerca ha evidenziato l’esistenza di uno stemma rigorosamente accertato, esso viene riprodotto a colori e raccolto, assieme a tutta la documentazione, in un volume rilegato.

STEMMA

Dopo avere accertato, con una accurata ricerca sulle varie fonti bibliografiche e archivistiche, l'esistenza dello stemma per un certo cognome, dalla sua blasonatura si ricava la riproduzione in una delle seguenti forme:

  • - Stampato a colori nel formato di cm. 20x30, o di cm. 30x40, e corredato dalla fonte di estrazione. Consegna in 30 giorni circa.
  • - Miniato a mano, con colori a tempera, su pregiato cartoncino avorio, nel formato di cm. 20x30, o di cm. 30x40, e corredato dalla fonte di estrazione.
  • - Stampato, o miniato a mano, in altri formati secondo richiesta.

 

ALBERO GENEALOGICO

Le generazioni che ci hanno preceduto, hanno lasciato traccia di sé nelle registrazioni delle nascite, dei matrimoni e delle morti, nelle "promesse di matrimonio", negli "stati delle anime", nei testamenti, e in altri atti notarili che sono ancora conservati negli archivi, civili ed ecclesiastici, delle varie località dove i nostri antenati sono nati, si sono sposati, hanno vissuto e sono deceduti.

Per ricostruire l’albero genealogico di una famiglia occorre ritrovare tali documenti ma la loro ricerca presenta alcune difficoltà. In larga parte, essi sono manoscritti e, con l’eccezione delle epoche più recenti, non sono informatizzati. Bisogna, quindi, sfogliare pagina per pagina gli antichi registri che, quasi sempre, sono privi di rubriche alfabetiche.
Un altro scoglio è rappresentato dalla lettura e dalla corretta interpretazione di ciascun documento. Occorre, infatti, tener presente che lo stile di scrittura, di un medesimo tipo di atto, varia col variare dell’epoca e della località. Variano anche le formule, le abbreviazioni, le strutture sintattiche e le lingue (italiano, volgare, latino letterario ed ecclesiastico, spagnolo, francese, ecc.) con cui i manoscritti sono redatti, così come diverse sono le calligrafie - alcune pessime - di coloro che materialmente li hanno scritti. La stessa variabilità si riscontra nei titoli, dignità, cariche, professioni, mestieri e località geografiche.
I nostri ricercatori, grazie alla loro esperienza di archivistica, paleografia e diplomatica, sono in grado di superare tutte queste difficoltà, e di rintracciare gli atti riguardanti gli ascendenti in line diretta e collaterale. Tali ascendenti vengono così collocati al loro giusto posto, come le tessere di un mosaico, per ricostruire il complesso quadro dell’albero genealogico della famiglia.
Ciascun documento è presentato sotto forma di fedele trascrizione o di riproduzione fotografica, dell’antico originale, unitamente alla precisa indicazione della sua collocazione archivistica, a garanzia di autenticità.
La documentazione così raccolta, che in genere può risalire fino alla fine del ‘500 o agli inizi del ‘600 (12/14 generazioni), è corredata da un cenno sulla storia delle località di residenza della famiglia e, riunita con quella della “Storia documentata del cognome”, viene presentata in un’elegante volume rilegato.
È possibile anche riunire i dati della ricerca, più semplicemente, in una tavola genealogica, realizzata in forma grafica (discendente), o pittorica (ascendente), e in vari stili e formati.
L’albero genealogico è l’unica documentazione in grado di dimostrare l’esistenza di un collegamento diretto tra i personaggi e le vicende riportate nelle fonti storiche, biografiche, araldiche e nobiliari, e gli attuali rappresentanti della famiglia.
È quindi indispensabile per le eventuali Prove nobiliari e per l’inserimento nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Annuario della Nobiltà Italiana.

PROVE NOBILIARI

La ricezione in alcune classi dei più prestigiosi Ordini Cavallereschi, come il Sovrano Militare Ordine di Malta e l’Ordine Costantiniano di S. Giorgio, è riservata ai rappresentanti di famiglie che possono dimostrare la loro nobiltà almeno bisecolare.

Il candidato dovrà quindi presentare una documentazione che comprovi il "titolo originario" e un Albero genealogico documentato che dimostri la filiazione legittima per almeno duecento anni. Tale documentazione può essere da noi raccolta in copia autenticata e secondo le norme dettate dagli Ordini.
Lo stesso tipo di documentazione è richiesta per ottenere l'inserimento della famiglia nel Libro d'Oro della Nobilità Italiana o nell'Annuario della Nobiltà Italiana.

ANNUARIO DELLA NOBILTA’ ITALIANA

L’Annuario della Nobiltà Italiana fu fondato, nel 1879, ad opera del noto studioso di araldica Giovan Battista di Crollalanza. Ne furono pubblicate ventisette edizioni, fino al 1905. Nel 2000 venne fondata la nuova serie dell’Annuario, con la pubblicazione della XXVIII edizione, in due volumi, a cura di Andrea Borella, per la casa editrice SAGI.
La XXXI edizione dell’Annuario della Nobiltà Italiana, che è stata presentata In concomitanza con i 150° anniversario dell’Unità d’Italia, si compone di quattro volumi, completi di indice generale dell’opera, suddivisi in cinque parti:
1-Famiglie già Sovrane negli Antichi Stati Italiani e Real Casa d’Italia.
2-Famiglie nobili iscritte negli elenchi ufficiali del Regno d’Italia.
3-Famiglie con titoli pontifici concessi dopo il 1870. Famiglie nobili accolte nel Sovrano Militare Ordine di Malta. Famiglie nobilitate da S.M. Re Umberto II dopo il 1947 o che hanno ottenuto Provvedimenti nobiliari dal Corpo della Nobiltà Italiana. Famiglie accolte in Ordini Cavallereschi nobilitanti o con prove di nobiltà.
4-Famiglie con nobiltà generosa non riconosciute dal Regno d’Italia e non comprese nelle parti precedenti.Famiglie create nobili, titolate o patrizie dalla Repubblica di San Marino.
5-Famiglie in antico possesso di stemma o con vita more nobilium.

LIBRO D'ORO DELLA NOBILTA’ ITALIANA

Il Libro d’Oro della Nobiltà Italiana è una pubblicazione del Collegio Araldico Romano che vide la luce nel 1910.

Vi sono inserite:
Le famiglie che ottennero un provvedimento di giustizia o di grazia, tra il 1861 e il 1946, in base al quale, vennero comprese nel “Libro d’Oro” della Consulta Araldica del Regno d’Italia.
Le famiglie incluse negli Elenchi Ufficiali Nobiliari del 1921 e del 1933.Le famiglie che, presentando la relativa documentazione, hanno dimostrato di avere ottenuto:
Un provvedimento di grazia di Re Umberto II, (dopo il 1946).
Un provvedimento di giustizia del Corpo della Nobiltà Italiana.
Un atto sovrano dei Sommi Pontefici (dopo il 1870).
Un atto sovrano della Repubblica di S. Marino (dopo il 1861).
Il riconoscimento della nobiltà, ai fini dell’ammissione, dal Sovrano Militare Ordine di Malta.
L’accertamento della nobiltà, ai fini dell’ammissione, dal Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (nella seconda parte).
Attualmente, il Libro d’Oro della Nobiltà Italiana viene pubblicato ogni cinque anni e l’ultima edizione, la XXIV, è del 2010. Vi sono elencate circa 2.800 famiglie, molte delle quali, con cenno storico, stemma in bianco e nero e stato personale aggiornato.

CAMBIAMENTO CORREZIONE ED AGGIUNTA DI COGNOME

Sulla base di una istanza, motivata e documentata, diretta al Ministero dell'Interno, è possibile ottenere un provvedimento che consenta, con decreto del Presidente della Repubblica Italiana, la correzione, il cambiamento del proprio cognome, ovvero l’aggiunta ad esso di un secondo cognome, in via di estinzione, appartenente ad un avo del richiedente.

STEMMI E GONFALONI COMUNALI

La legge n° 127 del 15 maggio 1997, al comma 2 dell’articolo 4, stabilisce che "Distintivo del sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del comune, da portarsi a tracolla della spalla destra".
Lo stemma ed il relativo gonfalone devono essere storicamente motivati, araldicamente corretti e, come previsto dal R.D. n° 652 del 7 giugno 1943, devono avere ottenuto il regolare decreto di riconoscimento. Molti Comuni usano però uno stemma non riconosciuto o difforme da quello a suo tempo riconosciuto.
L’Associazione Araldica Genealogica Italiana è in grado di curare tutta la pratica per ottenere il prescritto decreto di riconoscimento o di modifica.
Tale pratica, da noi più volte seguita con successo per vari Comuni italiani, prevede quanto segue:
Realizzazione di un profilo storico-etnografico motivante la richiesta del provvedimento.
Istruzione della pratica di concessione o modifica.
Realizzazione dei bozzetti provvisori a colori, formato A4, dello stemma e del gonfalone.
Predisposizione della modulistica e della documentazione richiesta e sua presentazione all'Ufficio Araldico della Presidenza del Consiglio.
Realizzazione delle due miniature definitive, nella forma richiesta.
Spedizione del Decreto firmato dal Presidente della Repubblica e delle miniature debitamente registrate.

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